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Ulrich Egger

Ulrich Egger (Bolzano, 1959, vive e lavora a Merano) si occupa del rapporto fra arte e architettura e nel corso degli anni ha instaurato rapporti di collaborazione con architetti con cui ha realizzato opere pubbliche e private. Espone con regolarità sia in Italia che all’estero, soprattutto in Germania.

La rappresentazione del mondo di Ulrich Egger è strettamente collegata all’aridità dell’ambiente industriale, alla desolata visione di una periferia abbandonata, alla transitorietà di edifici sventrati dalle ruspe. Come descrive Valerio Dehò “ferro e cemento sono lo scheletro della civiltà che avanza… Egger non solo cerca nel mondo industriale la bellezza dell’inusuale… ma coglie negli squarci degli edifici, nei movimenti barocchi di putrelle e tondini di ferro l’anima mundi di questa lacerante contemporaneità”.

Blocchi di laterizio, putrelle e tondini di ferro quali effigi di una bellezza scarna e inusuale, contraltare graffiante di una ridondante cultura del barocco, documento e monito per una civiltà che, oltre ogni limite, sembra aver fatto dell’effimero il suo status-symbol. E’ una realtà algida che non chiede di essere ammirata ma si limita semplicemente ad esistere, che non urla al mondo la propria presenza ma si confonde con lo skyline, si piega alle necessità del quotidiano, flessibile ai bisogni del vivere umano.

 

 


Faretra, 1998
scultura in ferro, filo di ferro e gesso
h. cm. 110

 

 

 

 

Senza titolo, 2009, fotoprint su forex, ferro e pittura, cm.100x80

 

Senza titolo, 2009, fotoprint su forex, ferro e pittura, cm.100x80

 

    

Senza titolo, 1998
tecnica mista su alluminio
cm.35x35

  

Senza titolo, 1998
tecnica mista su alluminio
cm.35x35

 

Senza titolo, 2007

foto su dibond e tecnica mista